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Sei in: RASSEGNA STAMPA -> Il lungo cammino della riforma -> Sole24Ore - Turno

Per l'assistenza sociale decentramento difficile
[04/12/2002]

di Roberto Turno 


ROMA - Una riforma in panne. Con un pugno di Regioni all'avanguardia e le altre che arrancano, talvolta senza alcun risultato nel carniere. Con fondi che non bastano mai e che, anzi, nel 2003 rischiano seriamente di diminuire ancora. Doveva essere la prima "perla" del welfare rivisto e corretto; ma la legge di riforma dell'assistenza (n. 328/2000) resta un'incompiuta. Che rischia di restare una bella addormentata anche nel prossimo futuro, accentuando le già forti diversità attuali tra le Regioni. Due anni dopo, è tempo di verifiche per la legge-quadro sull'assistenza varata pochi mesi prima (era l'ottobre 2000) della fine della tredicesima legislatura. Ed è un bilancio negativo quello presentato ieri dall'Associazione Nuovo Welfare che - con il contributo di ricercatori, parlamentari, amministratori e addetti ai lavori - ha fatto un monitoraggio a tappeto dello stato dell'arte della legge. Tentando di prevedere gli scenari futuri, soprattutto in vista del federalismo prossimo venturo. I buchi neri fotografati dalla ricerca sono numerosi. E in più casi sconfortanti. La promessa di mettere in campo servizi sociali nuovi di zecca per rispondere alle esigenze delle persone più svantaggiate - anziani e non autosufficienti, tossicodipendenti, minori in difficoltà, giovani coppie, emigrati - è rimasta tale. Una promessa, appunto. L'esame complessivo dello stato di attuazione della riforma rivela che nessuna Regione ha ancora dato pienamente seguito alla legge, sottolinea amaramente la ricerca. L'adozione dei piani regionali (si veda la tabella qui sopra) marcia a rilento, anche se non mancano volontà locali di recuperare il tempo perduto. O casi, come quello dell'Emilia Romagna, che si è affidata a un mega Ddl per recepire l'intera legge. Quel che manca sono soprattutto gli strumenti applicativi. La vera polpa, insomma. Strumenti che in troppi casi sono rimasti lettera morta: buoni per l'acquisto di servizi sociali, riordino delle Ipab (istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza), rapporti con gli enti no profi, criteri di misurazione della qualità delle prestazioni sociali. Per quanto riguarda il pieno coinvolgimento delle Ipab, è buio totale. Sulla definizione dei Lea (livelli essenziali di assistenza) solo cinque Regioni li hanno determinati in ambito zonale: Basilicata, Liguria, Umbria, Valle d'Aosta e Veneto, mentre la Toscana ha avviato una sperimentazione. Umbria e Basilicata, peraltro, con misure precedenti alla legge-quadro si erano già dotate di strumenti innovativi e concreti. I requisiti di qualità sono stati determinati soltanto in Calabria. Fortissimi i ritardi anche per l'acquisto dei servizi sociali: solo la Lombardia ha concluso la sperimentazione del "buono" socio-sanitario, la Liguria ne ha avviato un test come la Toscana per il Comune di Firenze. Se il presente è in salita, anche le prospettive per il futuro delineate dagli esperti di Nuovo Welfare non sono affatto rosee. L'applicazione della riforma dell'assistenza proseguirà a macchia di leopardo. Più avanti saranno Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Marche, Umbria, Trentino Alto Adige, Umbria e Valle d'Aosta. Ma il risultato sarà quello dell'accentuarsi degli squilibri regionali nell'erogazione dei servizi. Con il Sud sempre più indietro e col rischio che le risorse finanziarie si riducano sempre più. Un disastro. Altro che new deal dell'assistenza sociale.


E i "piani" restano ai blocchi di partenza Stato d'attuazione dei piani sociali nelle Regioni italiane (situazione al 3 luglio 2002)
Adozione nei tempi previsti Campania, Toscana, Valle d'Aosta e Liguria
Adozione oltre i tempi previsti Lombardia e Trento
Vecchi Piani (ante legge 328/2000) Basilicata, Marche, Umbria e Bolzano
Ddl di recepimento legge nazionale Emilia Romagna, Piemonte e Veneto
Misure in itinere Abruzzo, Calabria, Lazio, Molise, Puglia e Sardegna
Niente di fatto Friuli Venezia Giulia e Sicilia

Fonte: dati pubblicati nel volume "Il lungo cammino della riforma" - Associazione Nuovo Welfare


 
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